La Cupola Antonelliana, vicina di casa
Centoventuno metri di mattoni alla guglia, centoventisei con la statua del Salvatore in cima. La sua sagoma si riconosce da chilometri, e in una decina di minuti d’auto si arriva sotto.
È la Cupola della Basilica di San Gaudenzio, che tutti a Novara chiamano semplicemente Cupola Antonelliana, dal nome dell’architetto che la pensò. La firmò Alessandro Antonelli, lo stesso della Mole di Torino, e per costruirla ci vollero oltre quarant’anni. Oggi resta il segno con cui la città si fa riconoscere da chilometri di distanza, ben prima di arrivare in centro.
Quanto è alta la Cupola di Novara?
La Cupola misura centoventuno metri fino alla sommità della guglia. Se si conta anche la statua del Salvatore che la corona, si arriva a centoventisei metri dal pavimento della basilica. È la cupola più alta d’Italia: più in alto, in Europa, arrivano solo la cupola di San Pietro in Vaticano, che tocca i centotrentasei metri, e la nuova cattedrale di Bucarest. Più della cifra in sé, però, colpisce come è fatta: tutta in mattoni e calce, senza ferro nella struttura, una delle costruzioni in muratura più ardite mai realizzate.
Il profilo che riconoscete da lontano
Chi arriva a Novara dalla pianura la incontra prima ancora di entrare in città: una sagoma affusolata che si alza sopra i tetti e si vede da molto lontano. È la Cupola di San Gaudenzio, posata su una basilica di impianto tardo cinquecentesco, progettata da Pellegrino Tibaldi. Antonelli ne fece qualcosa di mai visto prima: una cupola di mattoni sorretta da quattro coppie di archi murari disposti a quadrato, slanciata verso l’alto come una guglia. Per chi soggiorna da noi è la prima cosa che indichiamo guardando verso Novara, e quasi sempre la prima visita che consigliamo a chi soggiorna alla Residenza di Charme.
Cupola, Mole, Duomo: facciamo chiarezza
Capita spesso di confondere quattro monumenti, e c’è un motivo preciso: dietro a molti di loro c’è la stessa mano. La Cupola di San Gaudenzio sta a Novara ed è quella di cui parliamo qui. La Mole Antonelliana, invece, è a Torino: la firmò lo stesso Antonelli a partire dal 1863, quasi vent’anni dopo aver aperto il cantiere novarese, e oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema. Se cercavate “la Mole di Novara”, il suo gemello novarese è proprio questa cupola.
Accanto alla basilica c’è poi il campanile, opera di Benedetto Alfieri tra il 1753 e il 1786: è una torre a sé, costruita un secolo prima della cupola. E il Duomo di Novara è un’altra chiesa ancora, la cattedrale, che Antonelli ricostruì in forme neoclassiche. Niente cupola monumentale, ma accanto conserva il Battistero paleocristiano del quarto e quinto secolo. Quattro opere diverse, tre delle quali legate allo stesso architetto: ecco perché si fa presto a scambiarle.
- Cupola di San Gaudenzio, Novara, Alessandro Antonelli (1844-1887): la cupola della basilica, 121 m, 126 m con la statua
- Mole Antonelliana, Torino, Alessandro Antonelli (dal 1863): edificio a sé, oggi Museo Nazionale del Cinema
- Campanile dell’Alfieri, Novara, Benedetto Alfieri (1753-1786): torre campanaria accanto alla basilica
- Duomo di Novara, Novara, ricostruito da Antonelli: la cattedrale, con il Battistero paleocristiano accanto
Antonelli e il cantiere di una vita
Alessandro Antonelli nacque a Ghemme, nel novarese, nel 1798, e morì a Torino nel 1888. Il primo progetto per la cupola è del 1841, ma il cantiere vero aprì nel 1844 e andò avanti per oltre quarant’anni. La calotta fu chiusa nel 1863, la guglia salì tra il 1876 e il 1878, mentre il consolidamento dei piloni proseguì fino al 1887. Antonelli vi lavorò fino alla fine della sua vita. Il risultato è una struttura sola, costruita tutta in mattoni e calce. Per darle l’altezza e insieme tenerla in piedi, Antonelli la fece poggiare su quattro coppie di archi murari disposti a quadrato, che scaricano il peso verso il basso. Sono numeri che dicono più di tanti aggettivi: duemilaquarantasei metri cubi di mattoni, cinquemilacinquecentosettantadue tonnellate esclusi gli arconi. Nessun ferro nella struttura, in un’epoca in cui l’acciaio cominciava già a farsi strada.
- Architetto: Alessandro Antonelli, 1798-1888
- Cantiere: dal 1844, oltre quarant’anni di lavoro, ultimazione 1887
- Altezza: 121 metri alla guglia, 126 metri con la statua del Salvatore
- Struttura: tutta in mattoni e calce, 2.046 metri cubi, su quattro coppie di archi murari disposti a quadrato
- In vetta: la statua del Cristo Salvatore, quasi 5 metri, in bronzo con lamine d’oro, di Pietro Zucchi
La statua in cima, e dove si trova davvero
In cima alla guglia c’è una statua: il Cristo Salvatore, alta quasi cinque metri, in bronzo ricoperto di lamine d’oro. La realizzò lo scultore Pietro Zucchi e venne issata lassù il 16 maggio 1878, un giorno che Novara ricorda ancora. C’è però un dettaglio che quasi nessuno conosce: quella che si vede oggi dal basso è una copia in vetroresina, messa al suo posto negli anni Novanta. L’originale, troppo pesante per restare in vetta, è stato calato e oggi si può guardare da vicino dentro la basilica.
Come visitarla e quando andare
Entrare nella Basilica di San Gaudenzio è libero e gratuito negli orari di apertura, salvo le celebrazioni: si attraversa la navata e si alza lo sguardo verso l’interno della cupola. Basta quello per capire di che misura si parla. Salire in alto è un’altra cosa, e si fa soltanto con visita guidata su prenotazione, nei fine settimana e nei giorni festivi: i posti sono pochi e vi aiutiamo volentieri a prenotare. I percorsi sono due. Il primo arriva alla cupola, intorno ai settantacinque metri di quota. Il secondo sale fino alla guglia, a cento metri, lungo quattrocentosettantotto gradini, con elmetto e imbragatura: è più un’arrampicata che una visita, e dall’alto, quando l’aria è limpida, si vedono le Alpi e perfino i grattacieli di Milano. Se preferite un consiglio sull’ora, scegliete il primo pomeriggio, quando la luce accende il rosso dei mattoni. In maggio, la campagna che la Cupola domina è specchiata d’acqua.
- Dalla Residenza: circa 5 km in linea d’aria, circa 7 km su strada, 10-15 minuti d’auto
- Ingresso basilica: libero e gratuito negli orari di apertura, salvo celebrazioni
- Salita in quota: solo con visita guidata su prenotazione, nei weekend e nei festivi
- Due percorsi: alla cupola, intorno ai 75 metri; alla guglia, a 100 metri, 478 gradini, con elmetto e imbragatura
- Quando andare: primo pomeriggio per la luce sui mattoni
Tre buone ragioni per andarci
Una sfida di mattoni
Una cupola di centoventuno metri costruita solo con mattoni e calce, senza ferro: pochissime opere in Italia reggono il confronto. Vista dal basso, dentro la navata, vale già il viaggio.
Il panorama dalla guglia
Chi sale fino ai cento metri della guglia, nelle giornate terse, vede l’arco delle Alpi da una parte e i grattacieli di Milano dall’altra. La pianura novarese si distende sotto come una mappa.
A pochi minuti dalla Residenza
Dalla nostra dimora a Lumellogno la Cupola dista una decina di minuti d’auto. È da lì che facciamo cominciare chi arriva e non conosce ancora il novarese.
Una mezza giornata a Novara
Se soggiornate da noi e non conoscete ancora la città, partite da qui. La Cupola è il modo più diretto per prendere le misure del territorio, e intorno alla basilica c’è abbastanza per una mezza giornata a piedi: dalla basilica, dove riposa San Gaudenzio, si raggiunge in pochi passi il campanile dell’Alfieri e poi il Duomo, che custodisce accanto il suo Battistero paleocristiano. Vi prepariamo una piccola mappa e vi diciamo a che ora la luce è migliore. Per la prenotazione della salita, che non sempre è immediata, vi diamo una mano noi. Sarà un piacere accogliervi.
Domande frequenti sulla Cupola di Novara
Quanto è alta la Cupola di Novara?
Centoventuno metri fino alla guglia, centoventisei con la statua del Salvatore in cima. È la cupola più alta d’Italia e tra le più alte d’Europa.
Chi ha costruito la Cupola Antonelliana?
La progettò Alessandro Antonelli, lo stesso architetto della Mole di Torino. Il cantiere aprì nel 1844 e durò oltre quarant’anni, fino al 1887.
Che differenza c’è tra la Cupola di Novara e la Mole di Torino?
Sono due opere diverse dello stesso architetto. La Cupola di San Gaudenzio è a Novara, la Mole Antonelliana è a Torino e oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema. “La Mole di Novara”, come a volte la si cerca, è proprio questa cupola.
Si può salire sulla Cupola?
Sì, ma solo con visita guidata su prenotazione, nei fine settimana e nei festivi. Ci sono due percorsi: uno arriva alla cupola intorno ai 75 metri, l’altro alla guglia a 100 metri, lungo 478 gradini, con elmetto e imbragatura.
Cosa si vede dalla guglia?
Nelle giornate limpide lo sguardo corre dall’arco alpino fino ai grattacieli di Milano, con la pianura novarese distesa sotto.
La statua in cima è quella originale?
No. Quella visibile dal basso è una copia in vetroresina. L’originale, in bronzo con lamine d’oro, opera di Pietro Zucchi, è conservato dentro la basilica e si può ammirare da vicino.
Quanto dista la Cupola dalla Torre dei Canonici?
Circa 5 chilometri in linea d’aria, una decina di minuti d’auto dalla nostra Residenza a Lumellogno. È la prima visita che consigliamo a chi arriva nel novarese.
- Hero – Cupola Antonelliana e campanile Alfieri, foto Twice25 e Rinina25, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
- Storia – Cupola di San Gaudenzio, foto Umby, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
- Vederla – Interno della cupola, foto Alessandro Vecchi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0